Mala-giustizia

Caso Palamara, Cicchitto: “Carofiglio si guardi bene dal ‘romanziere’ Cantone”

Caso Palamara, Cicchitto: “Carofiglio si guardi bene dal ‘romanziere’ Cantone”

RomaLife, 10 luglio 2022 – Caso Palamara, Cicchitto: “Carofiglio si guardi bene dal ‘romanziere’ Cantone”. E’ noto che il dottor Cantone e’ per eccellenza la punta di diamante del Sistema e dell’establishment politico giudiziario. Tutto il suo cursus honorum sta a testimoniarlo.

Caso Palamara, Cicchitto: “Carofiglio si guardi bene dal ‘romanziere’ Cantone”

Per questo egli e’ stato inviato a Perugia che come è noto e’ una procura chiave visto che ha la competenza sui magistrati di Roma. La cosiddetta loggia Hungaria, anzi sarebbe più preciso chiamarla lobby Hungaria, a quanto andrebbe accertato sarebbe tutta derivata da ambienti assai potenti della magistratura e della avvocatura. Vista la potenza di questi ambienti a prescindere da qualunque indagine che dj per se’ rappresenta una qualche potenziale pericolosità va fatta scomparire con qualche gioco di prestigio di alta classe. Infatti il parallelismo può essere perfetto, così come e’ stato messo in conto a Palamara tutto ciò che almeno un centinaio di persone ha combinato nell’ambito della Magistratura per ciò che riguardato la distribuzione delle cariche sulla base della dialettica delle correnti così anche per quello che riguarda la potenziale lobby Hungaria il gioco consiste nella reductio ad unum per quello che riguardava l’assegnazione delle nomine nell’ambito della magistratura, unum per quello che riguarda la lobby Hungaria. In un certo senso si tratterebbe in ambiente improprio di una sorta di rivincita post mortem del principio grillino “uno vale uno”. Le due operazioni, quella di riversare su Palamara la responsabilità del Sistema delle correnti e quella di appioppargli anche la titolarità totale della lobby Hungaria sarebbe grottesca, ma come intrigo di stampo leninista gesuitico e’ perfetta, se ma collochiamo su un altro terreno: quello costituito da qualche romanzo fondato sul paradosso secondo il modello di Fruttero e Lucentini. Da oggi in avanti il pm diventato scrittore Carofiglio deve guardarsi da un pericoloso concorrente che sta scendendo in campo, cioè il procuratore capo di Perugia Cantone che sta per spiccare il volo e diventare anch’egli un romanziere ad alta tiratura candidato fin da oggi a vincere il prossimo premio Strega che quest’anno era singolarmente privo di pm con viva il e letteraria.

Posted by in Mala-giustizia, 0 comments
Scivolone di Gualtieri: nomina all’Antimafia un giudice indagato. Imbarazzo in Campidoglio

Scivolone di Gualtieri: nomina all’Antimafia un giudice indagato. Imbarazzo in Campidoglio

Elsa Corsini per il Secolo d’Italia, 8 luglio 2022 – Uno scivolone che mette in imbarazzo il Campidoglio e il Pd. Il sindaco Roberto Gualtieri ha nominato come consulente antimafia un giudice indagato. Proprio così. Si affida a un illustre magistrato come supporto nell’attività di indirizzo e “controllo politico nelle materie del contrasto alla criminalità organizzata. E alle mafie. E dell’utilizzo dei beni confiscati”. Si tratta del giudice Guglielmo Muntoni, sotto inchiesta per un’indagine perugina.

Gualtieri nomina all’ antimafia un giudice indagato


Tra i dossier importanti che il primo cittadino dem si trova a gestire il Pnrr e il Giubileo del 2025.
Eventi a “rischio”. E Gualtieri che fa? Dopo aver firmato un’ordinanza che mette al centro l’antiriciclaggio nomina a supporto Muntoni. Ex presidente della 3° sezione delle misure di prevenzione del Tribunale di Roma. Il giudice ha accettato. La notizia, riportata da Repubblica, ha sollevato subito le reazioni preoccupate dell’entourage del sindaco. La procura di Perugia, infatti, da qualche mese ha aperto un fascicolo per corruzione. Setacciando tra le denunce di alcuni imprenditori. Che, coinvolti in un giro di riciclaggio, sono stati assolti.

L’indagine di Perugia su un giro di riciclaggio


Ben 21 esercizi commerciali confiscati durante le indagini, si legge su Repubblica, stavano per essere assegnati a società costituite a ridosso della confisca del tribunale. Partecipate anche da un fondo cipriota. Intorno al quale hanno gravitato alcuni indagati per riciclaggio internazionale. E Muntoni è attualmente nel registro degli indagati.

Consulente per l’antimafia a titolo gratuito


“Abbiamo fatto tutto ciò che si poteva per salvare quelle aziende e i posti di lavoro in un momento in cui c’era la pandemia. Ci siamo rivolti a un fondo già verificato dal tribunale di Napoli” , aveva già spiegato Muntoni a Repubblica. L’indagine dovuta è ancora in corso. E il magistrato, nella sua nuova veste di consulente capitolino, non potrà adottare “atti amministrativi o di rilevanza gestionale”. È solo un consulente, gratuito.

Muntoni: un indagine così lontana da me…
Sintetizzando: i beni sequestrati alla mafia, che poi mafia non era, sono stati assegnati dal tribunale a un fondo cipriota intorno al quale hanno gravitato anche indagati. E il presidente del tribunale delle misure di prevenzione è finito indagato a Perugia per corruzione. “Un’accusa così lontana da me che non ho mai accettato neanche un caffè”, spiega Muntoni. “Sono a conoscenza dell’indagine, ma non ne so nulla di preciso”

Posted by in Mala-giustizia, 0 comments
Giustizia, Palamara lancia gli Stati Generali di ‘Oltre il Sistema’

Giustizia, Palamara lancia gli Stati Generali di ‘Oltre il Sistema’

Adnkronos, 8 luglio 2022
“La mia e’ una proposta per l’Italia e dunque al tema centrale della giustizia verranno affiancati
declinandola altri temi, dall’ambiente al lavoro, dalla guerra all’euro, dall’economia alla scuola, dall’informazione alle piccole e medie imprese, dalla sicurezza alla immigrazione, dalla giustizia
sociale alle pensioni, dal pubblico impiego alle forze dell’ordine agli ordini professionali – avvocati, notai, giornalisti, medici, assicuratori, etc etc – dal sindacato alle confederazioni, dalle
politiche giovanili alle pari opportunità. Tutti questi temi verranno seguiti e sviluppati dagli amici e dalle amiche che aderiranno a questa nostra battaglia collettiva per una Italia più giusta. Ho
deciso infatti di continuare – estendendolo ad altri che lo hanno condiviso – la mia marcia per la verità e per la democrazia in questo Paese. E invito tutti coloro che condividono questo messaggio a
metterci la faccia insieme a me e scendere in campo per far sì che la
giustizia sia un tema dirimente è imprescindibile per le elezioni del 2023. Questo appello e’ rivolto a tutti, destra, sinistra, centro, astenuti, apolitici e vuole essere una piattaforma iniziale su cui
innestare con forza un movimento riformatore nuovo. E’ con questo appello che invito tutti sabato 23 luglio alle ore 11 Presso l’hotel Baglioni, in Via Veneto 72, a partecipare agli Stati Generali di ‘Oltre il Sistema’”. Lo scrive in una nota Luca PALAMARA, ex membro
del Consiglio superiore della magistratura ed ex presidente dell’Anm. “Parlare di giustizia oggi equivale a parlare di democrazia e di libertà. Pensare per il legislatore e per i leader politici di ignorare un tema così importante come quello della Giustizia e dei meccanismi che regolano le nomine e le cariche all’interno della Magistratura significherebbe non avere a cuore l’agibilità democratica del Paese in cui viviamo. Il tema della giustizia infatti ha appassionato da sempre i filosofi, e’ un dibattito lungo quanto la
storia dell’umanità. E si intreccia col concetto di democrazia, o meglio, va di pari passo con le forme di governo che hanno attraversato i secoli. Ciò che era giusto per la legge del taglione,
oggi e’ per noi un abominio, ma la giustizia varia da cultura a cultura. E ciò che per una Nazione e’ equo e sensato, non lo e’ per un’altra. Basti pensare alla sharia dove c è una sovrapposizione tra
norma religiosa e codice civile. Le democrazie occidentali per come le conosciamo dalla rivoluzione francese in poi hanno come caratteristica irrinunciabile la separazione dei poteri: legislativo, esecutivo,
giudiziario”. “E’ compito delle forze democratiche – continua la nota – vigilare
affinché non ci siano travalicazioni, affinché un potere non ingerisca l’ambito dell’altro condizionandone il corso. Oggi siamo a un punto di non ritorno. La retorica che per decenni ha attraversato la magistratura non e’ più sostenibile. Non possiamo ignorare le storture di cui si è resa protagonista la Magistratura: siamo passati da una magistratura che ha avallato le leggi razziali contro gli Ebrei, ad
una magistratura composta dai Togliattini, nominati dal ministro di Grazia e Giustizia Togliatti senza concorso per riequilibrare una casta di magistrati troppo succube del regime fascista, ai magistrati
eroi di Tangentopoli che però hanno in gran parte buttato a mare il garantismo che dovrebbe essere proprio di un Paese democratico, ai magistrati icone della guerra alla mafia e morti negli attentati come
Falcone e Borsellino (da ricordare lo sciopero che fece la magistratura contro Falcone e contro la super procura). Troppe contraddizioni hanno attraversato il mondo delle toghe, troppe interazioni tra magistratura e politica hanno inquinato l’autonomia della magistratura e hanno parificato il mondo dei magistrati ad un manuale Cencelli in sedicesimi, dove gli equilibri sono venuti spesso
prima del merito e della verità”.
“Una corsa smodata – continua PALAMARA – al carrierismo e ai fuori ruolo presso gli uffici legislativi di Camera e Senato e dei Ministero: rendite di posizione, di relazioni, di visibilità. Ecco io
credo che questo Sistema come chiedono oggi tanti magistrati estranei a questo meccanismo vada abbattuto. Ho provato sulla mia pelle cosa significhi andare contro un Sistema che si regge da anni e determina l’inizio e la fine di un leader politico, la fine ad orologeria di governi eletti dal popolo. Io credo che oggi dopo che si è squarciato il velo di ipocrisia che attanaglia da decenni la Giustizia nelle sue
poliedriche forme, sia giunto il momento di dare un taglio secco col passato e di cancellare per sempre il ricorso strumentale all’uso politico della giustizia per favorire gli amici applicando la legge
solo contro i nemici e interpretandola a favore dei primi”.

Posted by in Mala-giustizia, 0 comments
Palamara, Ermini: “inadatto al ruolo, è grave tirare in ballo Mattarella”

Palamara, Ermini: “inadatto al ruolo, è grave tirare in ballo Mattarella”

Romalife, 7 luglio 20220 – Palamara, Ermini: “inadatto al ruolo, è grave tirare in ballo Mattarella”. Chiamare in causa la più alta carica dello Stato trascurando il fondamentale dato che i verbali anonimi della loggia Hungaria gli vennero consegnati da Davigo nel pieno esercizio delle pubbliche funzioni di vicepresidente del CSM e’ un bieco e inutile tentativo di
addebitare responsabilità proprie gettando ombre inquietanti anche sul Presidente della Repubblica.


Aver distrutto documenti processuali anche se in fotocopia e aver omesso qualsiasi forma di denuncia avvalora ancora di più la tesi secondo la quale l’avvocato Ermini ricopriva e ricopre un incarico non adatto alle sue competenze. Ed e’ quindi il risultato di quel compromesso al ribasso fra correnti il cui strapotere ha inquinato l’autorevolezza della magistratura. Tutto questo mi da’ ancora più la forza per continuare la mia battaglia per la verità e la trasparenza all’interno della magistratura mettendo in discussione i meccanismi nei quali mi sono trovato ad operare anche in occasione della nomina di Ermini che regolano le nomine. E’ necessario ridare autorevolezza alla Magistratura e al CSM togliendo i gravi sospetti che oggi in Aula con Ermini testimone hanno purtroppo avuto la piena conferma.

Posted by in Mala-giustizia, 0 comments
Caos Procure, Amelio: “Fava non mi disse il contenuto esposto né di voler vincolare la stampa”

Caos Procure, Amelio: “Fava non mi disse il contenuto esposto né di voler vincolare la stampa”

Adnkronos, 6 luglio 2022

Il sostituto procuratore di Roma sentito come testimone a
Perugia nel processo sulle rivelazioni: “Fava non
mi ha parlato del contenuto dell’esposto, non mi ha detto in maniera
diretta che riguardava Giuseppe Pignatone e Paolo Ielo. E non mi ha
mai riferito che volesse veicolare ai giornali l’esposto al Csm”. A
dirlo il pm di Roma Erminio Amelio sentito come testimone nel corso
del processo nato dal filone di inchiesta della procura di Perugia,
guidata da Raffaele Cantone, sulle rivelazioni che vede imputati l’ex
magistrato Luca PALAMARA e l’ex pm di Roma Stefano Rocco Fava, ora
giudice civile a Latina. “Non ho mai fatto da tramite con Sebastiano
Ardita. In trent’anni di carriera sono entrato al Csm una sola volta
su convocazione”, ha aggiunto il sostituto procuratore della capitale.
“A dicembre 2018 o gennaio 2019 Fava mi chiese se potevo accompagnarlo
a una cena con Sebastiano Ardita e Piercamillo Davigo, che avevo
conosciuto da uditore a Milano. Io accettai l’invito perche’ conoscevo
tutti e siamo andati a mangiare in un ristorante siciliano. Ricordo
che quella sera Davigo aveva un problema alla voce. La cena – ha
spiegato Amelio – era funzionale a un impegno di Fava nella costituita
corrente A&I. Nel parlare della situazione in ufficio e’ verosimile
che Fava abbia espresso un suo disagio, ma un disagio generico. Non
disse ‘non vado d’accordo con…’. Passato qualche mese – ha ricostruito
Amelio – a marzo 2019  Fava mi racconto’ della situazione che stava
vivendo in ufficio e di un suo processo nel quale aveva gia’ chiesto e
ottenuto delle misure mentre su un’altra non era stato apposto il
visto”. Fava “mi racconto’ anche di una mail che aveva ricevuto
dal procuratore, che io non ho letto, e di un provvedimento di doppia
revoca, a lui e a un gruppo della Guardia di Finanza. Un’altra volta
poi mi chiamo’ nel suo ufficio e li’ trovai un altro collega, Giuseppe
Bianco, e ci parlo’ della ‘solitudine’ che viveva. Riteneva che Piero
Amara non aveva dato una piena collaborazione, che aveva scoperto una
somma ingente di denaro, e che c’erano stati conferimenti di incarichi
di alcune societa’ a familiari di Pignatone e Ielo. Fava si sentiva
isolato – ha riferito Amelio in aula a Perugia – Io ho sentito la
versione di Fava, non avevo contezza di quella degli altri. E con
PALAMARA io non ho mai parlato. Io ho solo registrato le doglianze di
Fava come mi e’ capitato di raccogliere quelle di altri colleghi”.
Nel processo, che si e’ aperto il 19 gennaio scorso davanti al
Tribunale di Perugia, a PALAMARA e a Fava viene contestato di aver
rivelato notizie d’ufficio “che sarebbero dovute rimanere segrete”, e
in particolare “che Fava aveva predisposto una misura cautelare nei
confronti di Amara per il delitto di autoriciclaggio e che anche in
relazione a tale misura il procuratore della Repubblica non aveva
apposto il visto”. Nel procedimento Fava, all’epoca dei fatti sostituto
procuratore nella capitale, e’ accusato di essersi “abusivamente
introdotto nel sistema informatico Sicp e nel Tiap acquisendo verbali
d’udienza e della sentenza di un procedimento”. Fatto che secondo i pm
avveniva “per ragioni estranee rispetto a quelle per le quali la
facoltà di accesso era attribuita”.
Il suo obiettivo, secondo l’atto di accusa “era di avviare una
campagna mediatica ai danni di Pignatone, da poco cessato
dall’incarico di procuratore di Roma e dell’aggiunto Paolo Ielo” da
effettuarsi anche con “l’ausilio” di PALAMARA “a cui consegnava tutto
l’incartamento indebitamente acquisito”.  Secondo l’accusa Fava
avrebbe acquisito atti di procedimenti penali “per far avviare un
procedimento disciplinare nei confronti dell’allora procuratore
Pignatone” e “effettuare una raccolta di informazioni volta a
screditare Ielo, anche attraverso l’apertura di un procedimento penale
a Perugia” e quindi “a cagionare agli stessi un danno ingiusto”. Nel
procedimento è costituito parte civile il procuratore aggiunto di Roma
Ielo.

Posted by in Mala-giustizia, 0 comments
CSM: Le Precisazioni Di ‘Riformismo E Libertà’ Dopo L’intervista Al Corriere Di Giovanni Salvi

CSM: Le Precisazioni Di ‘Riformismo E Libertà’ Dopo L’intervista Al Corriere Di Giovanni Salvi

ecodaipa per EcodaiPalazzi.it, 30 giugno 2022 – Il presidente di Riformismo e Libertà Fabrizio Cicchitto interviene in merito all’episodio del telefonino perso da Giovanni Salvi e Francesco Greco, ma non solo..

“Nella sua paludata intervista al Corriere della Sera, il procuratore generale della Corte di Cassazione Giovanni Salvi, grazie anche all’intervistatore, sorvola su un episodio solo apparentemente banale ma, invece, abbastanza significativo. Come si ricorderà, quando lui ed il suo collega Greco sono stati interpellati dalla magistratura inquirente, di fronte alla richiesta di consegnare i loro telefonini, hanno dichiarato di averli persi. Cosa sarebbe accaduto – dice Cicchitto – se una spiegazione del genere l’avessero fornita due comuni cittadini?”.

“Salvi sostiene, inoltre, che dietro ai libri di Palamara e di Sallusti ci sia il perverso disegno di delegittimare la magistratura sostenendo che larga parte di certe decisioni derivavano da motivazioni politiche. Se questo fosse stato l’obiettivo dei libri di Palamara e Sallusti sarebbero del tutto inutili perché la valutazione sul fatto, che da molti anni a questa parte una parte della magistratura italiana si muove sulla base di ragioni politiche, costituisce communis opinio sulla base di una serie infinita di fatti”.

“Ma c’è – spiega il presidente di ReL – anche il rovescio della medaglia, ovvero: A fronte del fatto che tutti i partiti erano finanziati in modo irregolare, ma solo alcuni di essi sono stati distrutti, c’è la constatazione obiettiva che un certo numero di esponenti del pool di Mani Pulite abbiano trovato – direttamente o indirettamente – una collocazione politica nell’abito del Pd; ultimo tra tutti proprio l’ex procuratore capo di Milano Francesco Greco, chiamato dal sindaco di Roma Gualtieri come consigliere della legalità, della trasparenza, della prevenzione della corruzione del contrasto all’evasione, così da sovraintendere all’esercizio della giustizia nell’ambito di questo importante ente locale”, conclude Cicchitto.

Posted by in Mala-giustizia, 0 comments
Giustizia, Palamara: “Querelo Salvi, la realtà è ben peggiore del racconto uscito nel libro”

Giustizia, Palamara: “Querelo Salvi, la realtà è ben peggiore del racconto uscito nel libro”

Adnkronos, 29 giugno 2022

”Querelo Giovanni Salvi per diffamazione. Dovrà dire davanti a un giudice penale quale sia il disegno sotteso ai libri scritti da me e Sallusti, deve spiegare in che modo verrebbe delegittimata da ‘Il Sistema e da Lobby e Logge’ l’intera ‘funzione giurisdizionale per creare il convincimento che certe decisioni di grande rilievo e risonanza derivassero da motivazioni politiche’. Quello che afferma è palesemente falso ed è gravissimo. E conferma la necessità di squarciare il velo di ipocrisia che circonda da troppi decenni una parte malsana della magistratura”. E’ quanto afferma l’ex magistrato Luca PALAMARA. ”Nei miei libri infatti io mi sono rivolto proprio a quelli come lui che hanno sfruttato il sistema delle correnti per fare carriera politicizzando la magistratura – aggiunge – Quanto al pranzo il processo sarà il luogo nel quale dimostrare chi aveva ragione. Ho le prove di quello che dico. E la realtà, nei suoi dettagli e per i risvolti famigliari, è ben peggiore del racconto essenziale e sintetico che ho già scritto nel libro”.

Posted by in Mala-giustizia, 0 comments
Csm, Salvi: “Mai chiesto aiuto a Palamara”

Csm, Salvi: “Mai chiesto aiuto a Palamara”

Ansa, 29 giugno 2022

Oggi “pesa il disvalore del correntismo e il ruolo distorto delle correnti nel Csm, ma soprattutto credo che i cittadini siano colpiti dalla lentezza delle procedure giudiziarie e dall’incertezza degli esiti. Sull’efficienza del sistema piu’ che le colpe dei magistrati hanno pesato scelte errate della politica”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Giovanni Salvi, procuratore generale della Cassazione che lascera’ l’incarico il 9 luglio per raggiunti limiti d’eta’. Rispetto allo scandalo del Csm “la determinazione nel perseguire gli illeciti disciplinari e’ stata netta. Contrariamente alla favola che abbia pagato solo Palamara, sono state fino a questo momento 29 le azioni esercitate, 20 i rinvii a giudizio e 14 le condanne, alcune definitive; altri procedimenti sono in corso o sospesi. Ricordo anche che il dottor Palamara rispondeva in sede disciplinare per le manovre sulla nomina del procuratore di Perugia, competente per i processi penali che pendevano a suo carico; un fatto enorme”. Salvi bolla come falso “che io abbia mai chiesto a Palamara aiuto per me o per altri, in nessuna occasione. Cio’ dovrebbe essere chiaro a chiunque sia in buona fede: in 60.000 messaggi delle chat non c’e’ un solo scambio con me; i pochi che a me si riferiscono non mi sono certo favorevoli”. C’e’ stato “un evidente tentativo di Palamara di trascinarmi in una artificiosa polemica con un incolpato ma ora, cessando dal mio incarico, potro’ finalmente agire in sede giudiziaria contro queste falsita’. In questi giorni ho promosso l’azione nei confronti di Palamara e Sallusti”. Contro il correntismo in magistratura, “francamente non ho una ricetta. In passato l’Anm ha contribuito alla crescita culturale della magistratura e alla consapevolezza della sua necessaria indipendenza; ora si vuole tornare verso quel ruolo e mi auguro che ci si riesca, ma le radici del correntismo sono profonde” .

Posted by in Mala-giustizia, 0 comments
Caos Procure, Palamara: “Trojan a intermittenza, verrà fuori come andarono le cose”

Caos Procure, Palamara: “Trojan a intermittenza, verrà fuori come andarono le cose”

Adnkronos, 20 giugno 2022

“Il trojan andava a intermittenza, diciamo così, ogni tanto sentiva e ogni tanto no. Era un po’ distratto e non dovrebbe capitare ma capita… Però, ci sarà tempo e modo poi per fare venire fuori come sono andate le cose, un po’ alla volta…”. A dirlo, nel corso della presentazione del suo libro ‘Lobby e Logge’ a Taormina è l’ex magistrato Luca PALAMARA. Il riferimento è alla ‘cimice’ sistemata dagli inquirenti nel suo cellulare che, a suo dire, a tratti si sarebbe spenta quando parlava con alcuni magistrati,. E si accendeva quando parlava con altri.

Posted by in Mala-giustizia, 0 comments
Caos Procure, Palamara: “Io non ho buttato veleno sulla magistratura” e annuncia una querela

Caos Procure, Palamara: “Io non ho buttato veleno sulla magistratura” e annuncia una querela

Adnkronos, 20 giugno 2022

“Non mi piace trascinare altri nella polemica, ma non mi piace più, e lo dico per la prima volta, il fatto che senza contraddittorio, si utilizzi il mio nome e la mia vicenda, per fare dei racconti. Voglio essere chiaro: se dalle colonne del Fatto Quotidiano, Franco Monaco, in occasione dei referendum, mi tira in mezzo per dire che il mio racconto sparge veleno sulla magistratura, oggi non lo accetto più. Io lo chiamerò in tribunale a spiegare quando e come e dove ho buttato veleno sulla magistratura”. Lo ha detto l’ex magistrato Luca PALAMARA nel corso della presentazione del suo libro ‘Lobby e Logge” a Taobuk, a Taormina. “Siccome non siamo in un regime dove conta ciò che dice solo una parte politica – dice – voglio ricordare che esiste anche un altro racconto. Vanno portati argomenti e non denigrazioni e insulti. Ora basta”.

Posted by in Mala-giustizia, 0 comments