Il Sistema

Caso Amara, Renzi: “Ermini vice presidente Csm con metodo Palamara”

Caso Amara, Renzi: “Ermini vice presidente Csm con metodo Palamara”

Agi, 15 Maggio 2022
“Leggo che il vicepresidente del CSM
intende denunciarmi per ciò che ho scritto ne ‘Il Mostro’. Non
vedo l’ora di ricevere l’atto di citazione. Potrò dunque
raccontare – libero da ogni forma di prudenza istituzionale –
tutto cio’ che in questi lunghi anni l’avvocato David Ermini ha
detto, scritto e fatto”. Lo afferma in una nota il leader di
Italia Viva Matteo Renzi. “Egli e’ diventato vicepresidente del
Csm grazie al metodo PALAMARA e io sono uno di quelli che
possono testimoniarlo. Le cene romane di Ermini – fin dalla
scorsa legislatura – sono numerose e tutte verificabili e
riscontrabili. La sua storia da candidato sindaco bocciato a
Figline Valdarno, aspirante consigliere provinciale, poi da
parlamentare e da candidato vicepresidente del CSM – prosegue
l’ex presidente del Consiglio – e’ ricca di aneddoti che sara’
piacevole raccontare in sede civile a cominciare dai numero
scambi di sms di questi anni. Quanto ai verbali ricevuti da
Davigo, e inspiegabilmente distrutti, Ermini avra’ modo di
chiarire in sede giudiziaria il suo operato”, conclude Renzi.

Adnkronos, 15 maggio 2022

“Leggo che il vicepresidente del Csm
intende denunciarmi per ciò che ho scritto ne ‘Il Mostro’. Non vedo
l’ora di ricevere l’atto di citazione. Potrò dunque raccontare –
libero da ogni forma di prudenza istituzionale – tutto ciò che in
questi lunghi anni l’avvocato David Ermini ha detto, scritto e fatto.
Egli è diventato vicepresidente del Csm grazie al metodo PALAMARA e io
sono uno di quelli che possono testimoniarlo”. Così in una nota Matteo
Renzi.
“Le cene romane di Ermini, fin dalla scorsa legislatura, sono
-racconta Renzi- numerose e tutte verificabili e riscontrabili. La sua
storia da candidato sindaco bocciato a Figline Valdarno, aspirante
consigliere provinciale, poi da parlamentare e da candidato
vicepresidente del Csm è ricca di aneddoti che sarà piacevole
raccontare in sede civile a cominciare dai numero scambi di sms di
questi anni. Quanto ai verbali ricevuti da Davigo, e inspiegabilmente
distrutti, Ermini avrà modo di chiarire in sede giudiziaria il suo
operato”, conclude Renzi.


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Palamara: “Caso Consip? Cecchinaggio contro Renzi”

Palamara: “Caso Consip? Cecchinaggio contro Renzi”

Italpress, 10 Maggio 2022

“Quando Renzi propone di nominare come ministro della giustizia Gratteri il sistema reagisce perchè non tollera questa scelta che poteva ridurre il potere e il peso delle correnti. Tanto è vero che il nome viene depennato. Non a caso recentemente Gratteri è stato escluso dalla nomina a Capo della procura nazionale antimafia perché non aveva supporto correnti”. Così Luca Palamara, intervistato da Benedetta Frucci su Radio Leopolda, nel corso della rubrica Ingiustizia. “Quando si sale troppo nei consensi l’azione della magistratura viene strumentalizzata per altri fini, come nella vicenda consip di cui sono stato testimone oculare. Il caso Consip è l’esempio clou di cecchinaggio nei confronti di uomo politico”, ha aggiunto.

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Anm ‘stravota’ lo sciopero contro riforma Cartabia<br>Maggioranza ‘bulgara’, toghe ‘lo facciamo per essere ascoltate’

Anm ‘stravota’ lo sciopero contro riforma Cartabia
Maggioranza ‘bulgara’, toghe ‘lo facciamo per essere ascoltate’

Ansa, 30 Aprile 2022

Compatta e forte di un voto che ha raccolto una maggioranza ‘bulgara’ attorno a una mozione
unitaria e collettiva, l’Associazione nazionale magistrati guidata da Giuseppe Santalucia e Salvatore Casciaro si lascia alle spalle la disfatta del caso ‘PALAMARA and friends’, e marcia decisa con ritrovato orgoglio verso l’individuazione della data nella quale indire il giorno di sciopero – contro la
riforma Cartabia dell’ordinamento giudiziario – al quale le toghe hanno dato il disco verde con 1081 voti a favore, 169 contrari e 13 astenuti, dopo un dibattito di otto ore al quale hanno partecipato come ospiti anche parlamentari esperti del ramo giustizia.
Per non essere “invadente” in un momento cosi’ delicato, la Guardasigilli Marta Cartabia ha declinato l’invito al meeting delle toghe mandando pero’ il suo capo di gabinetto Raffaele Piccirillo e tenendo aperta la porta del dialogo con un messaggio a una convention antimafia in cui ha scritto che “la
nostra magistratura e’ un presidio del nostro vivere democratico”.
“Per me la riforma non va chiusa cosi’: la mia idea e’ che si tratta di una riforma blanda, serve invece che sia molto piu’ incisiva, va migliorata al Senato e si possono prendere in considerazione anche alcuni spunti tecnici che ho sentito qui oggi”, ha detto Giulia Bongiorno della Lega – pronta a mettere
in discussione il testo della riforma a Palazzo Madama – sottolineando che “il cuore del problema politico e’ se al Senato si cambiera’ o meno questa riforma: perche’ da un lato c’e’ l’esigenza delle imminenti elezioni del Csm e di chi vuole che si svolgano a luglio con le nuove norme, io invece credo che le
riforme devono essere incisive altrimenti e’ meglio non farle”.
E’ probabile che l’astensione dalle udienze, che potrebbe essere seguita da altre ‘repliche’ se la politica non prestera’ ascolto, si tenga prima che il Senato approvi la riforma, attorno 20 al maggio. “Abbiamo assistito all’accentuazione delle criticita’ della riforma” e “siamo qui per trovare forme di
protesta, che siano anche attraverso atti” che manifestino all’esterno “le ragioni” delle nostre obiezioni alla riforma che “sara’ inutile e credo anche dannosa”, ha sottolineato Santalucia nel suo intervento all’assemblea in “convocazione straordinaria” e che ha contato sulla partecipazione al voto di oltre 1423
toghe, anche tramite delega. In tutto, i magistrati sono poco meno di 10mila, e il 96% e’ iscritto all’Anm.
“E’ una riforma permeata da logiche aziendalistiche, – ha proseguito il segretario Casciaro – che mira all’efficienza e pensa ai tribunali come a catene di montaggio, che forniscono, possibilmente in tempi rapidi, un prodotto, poco importa se sia o meno di qualita’. Una riforma che altera profondamente il
modello costituzionale di giudice” e che “e’ animata dal risentimento” della politica, nonostante siano passati trenta anni da Mani Pulite.
Ci ha pensato Giulia Sarti, molto applaudita, a mettere in guardia dal rischio di modifiche della riforma al Senato. “Il pericolo – ha detto la parlamentare Cinquestelle – e’ che se si riaprira’ il dibattito in Senato sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, nei numeri non ci sara’ una maggioranza come quella che finora e’ riuscita ad evitare la responsabilita’ diretta dei magistrati e l’azzeramento del passaggio di funzioni. La
complessita’ delle posizioni e la loro eterogeneita’ ha portato e porta il Parlamento a fare riforme fatte anche di cose che siamo riusciti ad evitare”. “Spero che se non sara’ al Senato, sara’ nei decreti attuativi” che potranno esserci “modifiche”, ha aggiunto Sarti “e’ sbagliato” e ha sferzato i magistrati
“a riflettere sulla drammatizzazione degli effetti rispetto alle riforme in campo” ricordando che la tanto temuta riforma sulla responsabilita’ indiretta delle toghe in 12 anni ha portato solo a otto ‘condanne’. Sulla stessa linea il leader dei penalisti.
“Non vi e’ nessun altro Paese al mondo – ha detto il presidente delle Camere penali Gian Domenico Caiazza – dove per ogni governo che si forma vengono messi fuori ruolo 200 magistrati, e
tacete su tutto questo. Volete che il capo di gabinetto e il capo dell’ufficio legislativo del ministero siano dei magistrati e non degli appartenenti al funzionariato di carriera.
La chiamata alle ‘armi’ dell’ Anm si e’ svolta a Roma, nell’Aula magna della Pontificia Universita’ San Tommaso D’Aquino Angelicum che ha una capienza di 1100 posti, quasi tutti riempiti, ha detto Italo Federico, il magistrato che ha presieduto l’assemblea sotto lo sguardo di un busto marmoreo di
Papa Giovanni II. Il ‘raduno’ dei magistrati, chiamati a decidere l’estremo passo contro la riforma che modifica il sistema elettorale e il funzionamento del Csm e vara le contestatissime ‘pagelle’ sulla performance delle toghe, e’ stato trasmesso in streaming dalla stessa Anm.

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Riforma Csm, Ferri (Iv): “Calenda si confronti, non riduca tema a boxe”

Riforma Csm, Ferri (Iv): “Calenda si confronti, non riduca tema a boxe”

Ansa, 13 Aprile 2022

“L’onorevole Calenda continua ad attaccarmi ed addirittura oggi mi vorrebbe togliere il diritto di voto. Usa la vecchia arma di attaccarmi sul piano personale ma lo fa solo per evitare un confronto sui contenuti della riforma Cartabia e sulle scelte fatte”. Lo dichiara il deputato di Iv, Cosimo Ferri. “Analizziamo articolo per articolo e discutiamo senza offendere. Uno dei primi punti da affrontare e’ la questione delle doppie indennita’ e dei super stipendi per i magistrati fuori ruolo che ricoprono incarichi apicali nei Ministeri con compensi che arrivano a 267 mila euro lordi. Azione ha votato per mantenere le doppie indennità, io ho votato per eliminarle. Penso che i cittadini abbiano gradito maggiormente il mio voto, che oggi Calenda mi vuole negare. Quando vuole confrontiamoci e non riduca un tema così serio ed importante per il Paese a una gara di pugilato”.

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Procura antimafia, Csm spaccato tra Gratteri, Russo e Melillo

Procura antimafia, Csm spaccato tra Gratteri, Russo e Melillo

Ansa, 13 Aprile 2022

La Commissione per gli incarichi direttivi del Csm si e’ spaccata sulla scelta del nuovo procuratore nazionale antimafia. E al plenum ha indicatore una rosa di tre nomi. A sorpresa, quello che alla vigilia appariva come il candidato in vantaggio ha preso un solo voto: si tratta del procuratore di Napoli, Giovanni Melillo. Due voti ciascuno sono andati invece al procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri e a Giovanni Russo, aggiunto alla procura nazionale antimafia.

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Ferri non ci sta: «Dalle toghe di Area invadenza gravissima»

Ferri non ci sta: «Dalle toghe di Area invadenza gravissima»

Il deputato di Iv dopo la nota di AreaDg : «Scriverò nei prossimi giorni al presidente della Camera dei Deputati»
«Ho letto il comunicato della corrente di Area e trovo sconcertante che il segretario dott. Albamonte, con cui ho lavorato quando ero componente del Csm, e di cui ho potuto constatare il modus operandi, si sia preoccupato della mia presenza in una riunione politica di maggioranza e si sia sentito legittimato a sindacare il mio ruolo di parlamentare eletto dal popolo. Un’invadenza di una corrente della magistratura sull’attività politica che ritengo gravissima, anche perché il sottoscritto è pienamente legittimato a stare a quel tavolo e a svolgere il ruolo di legislatore che riconosce la Carta Costituzionale». Lo dichiara, con una nota, il deputato Iv Cosimo Ferri, in replica al comunicato diffuso oggi dai magistrati di Area Democratica per la Giustizia.

«È singolare inoltre – aggiunge Ferri – che sia a conoscenza della data d’udienza fissata dalla Corte Costituzionale relativo al conflitto di attribuzione sollevato dal Csm nei confronti della Camera dei Deputati, data che il sottoscritto, seppur indirettamente interessato, non conosceva. Scriverò nei prossimi giorni al presidente della Camera dei Deputati – conclude il deputato Iv – perché ritengo che si debba stigmatizzare questa invadenza e ristabilire il giusto equilibrio e rispetto tra poteri dello Stato».

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Anm, l’allarme: «Così il magistrato si trasforma in burocrate»

Anm, l’allarme: «Così il magistrato si trasforma in burocrate»

Per il presidente Santalucia c’è il «tentativo da parte di qualcuno di approfittare di una situazione di necessità di riforme» per «riproporre schemi organizzativi appartenenti al passato». Marro (Unicost): «Bisogna stare attenti che non vi sia una deriva efficientista»

«C’è il rischio che gli ultimi provvedimenti legislativi rendano il magistrato un burocrate». È l’allarme lanciato dal presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, a Napoli per il convegno “Nomofilachia e indipendenza delle procure alla prova dei tempi”, organizzato da Unicost, corrente dell’Associazione nazionale magistrati, in memoria di Alessandro Criscuolo, presidente della Corte costituzionale dal 2014 al 2016 e scomparso nel 2020.

«Noi abbiamo bisogno di buone riforme – spiega il presidente dell’Associazione nazionale magistrati – e non di riforme per il solo fatto che si riformi. Il tentativo da parte di qualcuno di approfittare di una situazione di necessità di riforme, anche per la crisi di credibilità che ha investito l’ordine giudiziario, può essere l’occasione per cercare di riproporre schemi organizzativi appartenenti al passato, con una forte gerarchizzazione e una spinta all’impiegatizzazione del ruolo del giudice». Questo scenario, sottolinea Santalucia, «non farebbe bene alla giustizia. Non è un problema di chiusura corporativa – chiarisce – ma di dare una maggiore accentuazione della vocazione professionale del giudice, perché sia più idoneo a rispondere al bisogno di giustizia della collettività».

In questa fase, i fondi del Pnrr sono «un’occasione straordinaria per la ripartenza anche nel settore giustizia, che ha patito decenni di riforme a costo zero. Per la prima volta possiamo disporre di consistenti risorse – rimarca – perché il problema del miglioramento della qualità del sistema giudiziario è in gran parte dipendente dalla carenza di risorse, non solo umane, ma anche strutturali. Siamo fiduciosi che questa immissione di risorse possa dare alla giustizia lo spazio che merita, anche come fattore di crescita economica del Paese».

Dello stesso avviso è Rosella Marro, presidente nazionale di Unicost: «Bisogna stare attenti che non vi sia una deriva efficientista e burocratica. L’efficacia dell’azione è importante, la deriva efficientista può essere un rischio», spiega Marro a margine dell’evento. «L’efficienza non deve portare a una deriva burocratica – argomenta – come Unicost abbiamo più volte denunciato il rischio che si torni a un magistrato burocrate, che è in contrasto con i principi costituzionali». Allargando lo sguardo alla situazione del sistema giudiziario, la presidente di Unicost ribadisce la necessità di maggior risorse, perché «la giustizia non può essere efficiente a costo zero. Occorrono investimenti – prosegue – la copertura costante degli organici e soprattutto l’incremento degli amministrativi, che sono l’ossatura fondamentale». Soffermandosi sul Sud, Marro fa notare che la giustizia «arriva quando la lesione del diritto si è già verificata. Ciò che è veramente importante – spiega – è la prevenzione. Investire nelle scuole, nelle attività sociali e di recupero dei minori, strapparli alla criminalità organizzata. È un’opera fondamentale e preventiva».

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