Caso Procure, Palamara: “Con Centofanti non mi sono mai girato dall’altra parte”

“Con Centofanti non mi sono mai voltato dall’altra parte perche’ per me era un amico. E di questa scelta me ne sono assunto la responsabilita’”. Lo ha dichiarato l’ex magistrato, Luca PALAMARA, nell’udienza del
processo che lo vede indagato con l’ex sostituto procuratore di Roma, Stefano Rocco Fava, per rivelazioni di segreto e, solo per Fava, per accesso abusivo ai sistemi informatici.
Nell’amicizia con Centofanti, ha detto ancora, quando e’ stato indagato, si e’ presentato un “problema di frequentazione che non riguarda solamente il sottoscritto, che riguarda il procuratore Pignatone, che riguarda gli esponenti del Pd, che riguarda il mondo della finanza”. “Il mio procuratore capo – ha aggiunto – mi disse che non poteva piu’ frequentarlo e mi aveva messo in guardia, ‘evita’mi disse. La nostra frequentazione, invece, e’ andata avanti perche’ per me era un amico di famiglia, lo continuai a frequentare anche nel 2017”. In riferimento alla fuga di notizie sulle inchieste che lo riguardano, da ultima quella su una nuova indagine, stralciata dal caso loggia Ungheria per cui ha sporto denuncia a Firenze,
ha ricordato che “i processi si fanno in aula, questo scandalo deve finire”. Pur ribadendo “piena fiducia nell’operato della procura di Perugia, ma sono circa due anni e mezzo che c’e’ un’altra partita di mezzo”, ha sottolineato ancora come “la mia iscrizione nel registro degli indagati e’ stata fatta per far
saltare la nomina di Viola alla Procura di Roma”.

Rispondi