Csm, Salvi: “Mai chiesto aiuto a Palamara”

Ansa, 29 giugno 2022

Oggi “pesa il disvalore del correntismo e il ruolo distorto delle correnti nel Csm, ma soprattutto credo che i cittadini siano colpiti dalla lentezza delle procedure giudiziarie e dall’incertezza degli esiti. Sull’efficienza del sistema piu’ che le colpe dei magistrati hanno pesato scelte errate della politica”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Giovanni Salvi, procuratore generale della Cassazione che lascera’ l’incarico il 9 luglio per raggiunti limiti d’eta’. Rispetto allo scandalo del Csm “la determinazione nel perseguire gli illeciti disciplinari e’ stata netta. Contrariamente alla favola che abbia pagato solo Palamara, sono state fino a questo momento 29 le azioni esercitate, 20 i rinvii a giudizio e 14 le condanne, alcune definitive; altri procedimenti sono in corso o sospesi. Ricordo anche che il dottor Palamara rispondeva in sede disciplinare per le manovre sulla nomina del procuratore di Perugia, competente per i processi penali che pendevano a suo carico; un fatto enorme”. Salvi bolla come falso “che io abbia mai chiesto a Palamara aiuto per me o per altri, in nessuna occasione. Cio’ dovrebbe essere chiaro a chiunque sia in buona fede: in 60.000 messaggi delle chat non c’e’ un solo scambio con me; i pochi che a me si riferiscono non mi sono certo favorevoli”. C’e’ stato “un evidente tentativo di Palamara di trascinarmi in una artificiosa polemica con un incolpato ma ora, cessando dal mio incarico, potro’ finalmente agire in sede giudiziaria contro queste falsita’. In questi giorni ho promosso l’azione nei confronti di Palamara e Sallusti”. Contro il correntismo in magistratura, “francamente non ho una ricetta. In passato l’Anm ha contribuito alla crescita culturale della magistratura e alla consapevolezza della sua necessaria indipendenza; ora si vuole tornare verso quel ruolo e mi auguro che ci si riesca, ma le radici del correntismo sono profonde” .

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