Csm, Tar: “Ok la nomina di Roberto Reali come Presidente del Tribunale di Roma”

Ansa, 26 maggio 2022

Nessuna illegittimita’ nella delibera con la quale il Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura il 6 maggio dello scorso anno ha nominato Roberto Reali quale presidente del Tribunale di Roma l’ha deciso il Tar del Lazio con due sentenze con le quali ha respinto i ricorsi proposti dai magistrati Maria Luisa Antonietta Mingrone e Vittorio Masia, entrambi partecipanti alla procedura. La dott. Mingrone con il suo ricorso contestava il nucleo essenziale della comparazione operata dal Csm, deducendo che non sarebbe stato valorizzato l’indicatore specifico delle funzioni direttive e semidirettive, e che il giudizio di prevalenza effettuato avrebbe sovvertito il rapporto tra gli indicatori attitudinali specifici e quelli generali, senza un’adeguata motivazione. Per il Tar, pero’, “il CSM ha dato conto ampiamente, nella delibera impugnata, delle ragioni alla base della maggiore rilevanza assegnata alle esperienze vantate dal controinteressato sotto il profilo delle attitudini in generale, con argomentazioni che non presentano illogicita’”, risultando decisiva “la particolare significativita’ riconnessa alle esperienze di collaborazione vantante dal controinteressato presso due uffici di grandi dimensioni, il Tribunale di Roma, per circa 11 anni, e la Corte d’Appello di Roma, per oltre 16 anni”. Ricordando poi come per consolidata giurisprudenza nel conferimento degli incarichi il Csm gode di un ampio margine di apprezzamento, secondo i giudici “la valutazione di prevalenza e’ stata esaustivamente argomentata dal CSM, che ha dato conto della varieta’ e significativita’ delle attivita’ svolte ai fini del conferimento dell’incarico”. Quanto al ricorso di Masia, il Tar ha ritenuto che “la delibera impugnata risulta coerente, laddove ha dapprima tratteggiato il percorso professionale del candidato”, per poi rilevare la sussistenza di un “procedimento disciplinare pendente, analizzando la contestazione mossa al ricorrente e dando conto analiticamente dei fatti addebitati”.

Rispondi