Caso Amara, Storari: “Davigo è l’unica persona che conoscevo che avesse un ruolo istituzionale”

Adnkronos, 24 maggio 2022

Paolo Storari, pm di Milano assolto in primo grado per rivelazione del segreto d’ufficio e ora testimone a Brescia nel processo all’allora presidente del Csm Piercamillo Davigo imputato per lo stesso reato, si rivolge a lui per una triplice preoccupazione. “La prima è stabilire se le dichiarazioni di Amara sono vere o sono false, se false è ancora più grave. In sei mesi dai suoi verbali non si è fatto ancora nulla e sono fatti di rilevanza” quelli sulla presunta loggia Ungheria. “Io corro il rischio di essere coinvolto in questa inerzia, l’unica persona che conoscevo, non è un mio amico, è Davigo. Sono amico di Alessandra Dolci che è la sua compagna, l’unica persona che mi è venuta in mente e avesse un ruolo istituzionale è Davigo”. Da qui la decisione di chiamarlo. “Gli spiego sommariamente quello che stavo vivendo in quel momento. Mi pongo il problema: sono fatti gravi” che coinvolgono magistrati, persone delle istituzioni” ma fin dalla prima telefonata gli assicura che come componente del Csm “il segreto non è opponibile. Il giorno dopo metto i verbali coperti da segreto nella chiavetta, li porto in formato word perché non ho la disponibilità dei verbali originali (che ha l’aggiunto Pedio, ndr), non è un sotterfugio. Gli consegno la chiavetta e mi dice ‘fammi leggere i verbali e ci rivediamo’. Dopo due giorni, ritorno a casa sua, siamo in pieno lockdown, mi dice ‘i fatti che narra sono gravissimi'” e assicura che ci pensa lui a informare il Comitato di presidenza. “Tu devi iniziare a tutelarti, inizia a scrivere. Non dico che sono terrorizzato, ma non voglio andarci di mezzo io così metto tutto per iscritto” le richieste – a suo dire senza risposta – ai vertici della procura di Milano per stringere i tempi e fare le iscrizioni sulla presunta loggia Ungheria.

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