Giustizia, toghe MD: “Lo sciopero non rappresenta una frattura tra le magistrature ‘superiori'”

Ansa, 23 maggio 2022

“Respingiamo con forza quelle letture” secondo cui l’esito dello sciopero “evidenzierebbe la presenza di una frattura tra le magistrature ‘superiori’ (alludendosi, evidentemente, anche a quella di legittimita’) e quelle che operano nei gradi ‘inferiori’ e soprattutto, la sostanziale acquiescenza delle prime ad una riforma che esalterebbe null’altro che il carrierismo e la struttura gerarchica dell’ordinamento giudiziario, contro la visione costituzionale di una magistratura ove ci si distingue solo per funzioni”. A parlare sono i Segretari della Sezione Cassazione di Magistratura democratica Daniele Cappuccio e Rita Sanlorenzo, che si autodefiniscono parte di “quella minoranza di magistrati che ha scioperato” in Cassazione. “Abbiamo parlato con tanti colleghi, anche a noi molto vicini idealmente, che non hanno inteso scioperare ritenendo questa scelta, in un momento di grave caduta di credibilita’ della magistratura, un errore, tale da rendere ancora piu’ difficile il dialogo con la politica ed il rapporto con la pubblica opinione. Ne abbiamo colto- sottolineano- non certo lo spirito di corporazione, ma la sincera ed altruistica attenzione alla necessita’ di denunciare i rischi della riforma non con gesti radicali a costo della regolarita’ del servizio, ma con la capillare mobilitazione al fine di spiegare perche’ questa riforma e’ sbagliata, ed e’ inutile ed anzi dannosa ai fini di un recupero di efficienza.” “Abbiamo avuto modo soprattutto di sperimentare che la magistratura della Cassazione in larga parte, e indipendentemente dalle differenti adesioni ideali, non solo opera giornalmente ‘in frontiera’, in condizioni di lavoro estreme, rischiando di essere travolta dai numeri elevatissimi che e’ chiamata a fronteggiare, ma ciononostante – assicurano- continua a vivere la propria funzione secondo un modello di chiara e convinta ispirazione costituzionale: senza cedimenti alle suggestioni del potere, senza cessioni interessate della propria autonomia ai fini di remunerazioni di carriera, ancora e sempre disposta a difendere strenuamente la propria indipendenza nel giudicare”.

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