Giustizia, Magistratura Democratica: “Lo sciopero è stato un fallimento ma l’Anm deve restare unita”

Adnkronos, 17 maggio 2022

“Crediamo nelle ragioni dello sciopero e ci siamo impegnati per la sua riuscita” ma “abbiamo fallito anche noi; perché questo sciopero è stato un fallimento”. A denunciarlo in una nota è il segretario di Magistratura democratica, Stefano Musolino, all’indomani della giornata di sciopero indetta dall’Associazione nazionale magistrati contro la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario. Ma l’Anm deve “restare unita”. “La percezione di uno sciopero indetto in fretta per intercettare e, forse, blandire la legittima rabbia della magistratura più giovane, senza, autenticamente, coinvolgere tutta la categoria, ci aveva indotto a proporre emendamenti che sollecitavano preliminari momenti di confronto interno ed esterno alla magistratura, insieme alla possibilità di gestire, con saggia pacatezza, i tempi di indizione dello sciopero – ricorda Musolino – Sono state fatte altre scelte, che abbiamo subìto, ma questo non ci ha fatto recedere, come collettivo, a prescindere da legittime scelte individuali, da un tenace impegno per la riuscita dello sciopero”. “La riforma in gestazione parlamentare è pessima ed alcuni suoi effetti sono subdoli, insinuando un modello di magistrato burocrate, incline al conformismo ed al mimetismo, ossequioso e piegato ai totem della carriera e del disciplinare – sottolinea il segretario di Md – Dovevamo prenderci il tempo per spiegare le nostre buone ragioni, evidenziare che ci battevamo per una giurisdizione più libera e consapevole e, perciò, coerente con il ruolo costituzionale della magistratura, a tutela dell’interesse dei cittadini, a partire da quelli più vulnerabili”. Ma “dobbiamo superare le incomprensioni e farci centro motore di un rinnovato spirito associativo unitario che metta al centro la necessità di una riforma efficace della magistratura. L’Anm ha ancora spazi di intervento nel dibattito parlamentare – assicura Musolino – La mancata riuscita di questo sciopero può essere l’ennesima tappa della profonda crisi dell’associazionismo o l’inizio di una rinnovata azione che muova dalla consapevolezza degli errori compiuti e dalla necessità di recuperare il valore della partecipazione (facendo memoria della gestione dell’ultima assemblea generale), per tessere una nuova trama, capace di recuperare ad un’unità di prospettive e d’intenti tutta la magistratura”.

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