Bernini a Palamara: “Cambiamo insieme la Giustizia. Chiedo che venga riaperto il processo Aemilia”

Parmadaily.it, Roma 4 maggio – Luca Palamara è un ex magistrato italiano, ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura. È stato il più giovane presidente dell’ANM da maggio 2008 a marzo 2012; dal 19 settembre 2020 è il primo presidente nella storia dell’ANM ad esserne stato espulso.

Ieri sera Palamara ha partecipato a un dibattito con Giovanni Paolo Bernini, esponente di Forza Italia di Parma e scrittore, sulla Riforma della Giustizia al Cubo di Parma. Ha moderato Giovanni Maria Jacobazzi.
“Il mio è un racconto ‘per’ , non ‘contro’, per squarciare il velo dell’ipocrisia delle istituzioni e della magistratura. La gestione del potere riguarda pochi magistrati in una comunità nazionale di diecimila membri. La magistratura è stata governata da un’alleanza tra la magistratura di sinistra e quella di centro. Per assumere decisioni e fare nomine occorre avere la maggioranza nel Consiglio superiore della magistratura pari a 13 voti. Per ottenerli ci si allea tra correnti, tra magistrati e membri ‘laici’ indicati dalla politica (dal centrodestra, centrosinistra e M5S). Le correnti si parlano tra loro, parlano con i membri laici o direttamente con i politici. Da questi rapporti sappiamo le degenerazioni che sono scaturite. Forse l’unica soluzione sarebbe scegliere per sorteggio i membri del Consiglio superiore della magistratura. Oggi il vero potere è nella filiera composta da un procuratore, due sostituti, la polizia giudiziaria, un giornale di riferimento. Con questa catena fanno saltare, al momento giusto, chi vogliono, con un’intercettazione, un’indagine, un articolo”. “Dobbiamo far sì che dalle ferite che abbiamo subito dalla mala giustizia possa nascere qualcosa di buono” dichiara Giovanni Paolo Bernini, processato dalla Procura di Reggio Emilia per associazione mafiosa e poi assolto. “Luca Palamara è stato un responsabile della creazione del Sistema che poi mi ha aggredito. Ma per me era inaccettabile che Luca fosse additato come l’unico responsabile. Ho capito in quel momento che Luca deve stare da questa parte per cambiare le cose. Il procuratore capo di Reggio Emilia Mescolini (allontanato poi dal ruolo perchè esercitava la sua funzione secondo convincimenti politici personali) nascondeva le intercettazioni telefoniche che riguardavano il Pd, e buttava fango sugli avversari politici. Chiedo la riapertura del processo Aemilia, visto che nessuno di centrodestra è stato ritenuto colpevole. Hanno indagato solo due politici di centrodestra, una coalizione che si non governa neppure a Reggio Emilia. Da vent’anni a questa parte certa magistratura ha drogato le storie della nostre città. Sono caduti governi nazionali e locali per indagini farlocche. Tra Parma e Reggio Emilia c’è un filo rosso. Il Sistema ha fatto entrare Palamara in un vortice, solo oggi ha la forza per ribaltarlo”.

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