Csm, De Magistris: “La riforma rafforza le correnti”

Adnkronos, 21 aprile 2022

“La riforma del Csm, invece di disarticolare correnti e potenti trasversali tra potere e magistratura, li rafforza ancora di più. Un sistema elettorale truffa come quello per la nomina dei parlamentari”. Così Luigi de Magistris, ex pm e sindaco di Napoli dal 2011 al 2021, interviene nel dibattito sulla riforma della giustizia. riforma che “si sta per approvare sull’onda lunga degli scandali che hanno riguardato alcuni magistrati e il ruolo del Csm, mortificato negli anni a frequente mercimonio correntizio”. Secondo de Magistris “questa politica ai tempi del draghismo che aumenta le spese militari e le spese sociali, che vuole privatizzare tutto, anche l’acqua, non vede l’ora di dare un colpo micidiale a due baluardi della democrazia e dello Stato di diritto: informazione e magistratura. La riforma Cartabia, voluta da quasi tutto il Parlamento, ha già messo il bavaglio ai giornalisti. Ora rende i magistrati tutti più burocrati e asserviti a capi e controllori del sistema che puniranno tutti quelli che ancora oseranno esercitare la funzione di controllo non solo verso i ladri di polli, ma anche verso i ladri di Stato, corrotti e borghesia mafiosa. Addio sempre di più ai processi al sistema e al potere”. De Magistris giudica “positiva” la norma “che ostacola il ritorno in magistratura di chi sceglie la politica. Certo – sottolinea – che tristezza osservare che ci vuole una legge per impedirlo, perché magistrati e politici nulla avevano fatto, sul piano morale prima ancora che normativo, per evitare la vergogna delle porte girevoli; come quella, ad esempio, del caso del dottor Maresca che fa contestualmente il magistrato e il consigliere comunale. Più che una porta girevole, una cabina armadio tra toga e vestito politico. Purtroppo oggi la magistratura gode, per sua colpa, di minore consenso perché diversi magistrati hanno tradito la funzione costituzionale di amministrare la giustizia in nome del popolo italiano e di utilizzare autonomia e indipendenza come strumenti per garantire l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge” .

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