Csm, Pecorella: “I magistrati pensano di poter distruggere le vite e ricevere promozioni”

Adnkronos, 15 aprile 2022

“Appena si toccano i loro privilegi partono subito violente reazioni. I magistrati non vogliono essere considerati dei funzionari pubblici e quindi soggetti a valutazioni”. Lo afferma Gaetano Pecorella, ex presidente della Commissione giustizia della Camera in un’intervista al quotidiano ‘Il Dubbio’. ” Non è pensabile che tutti i magistrati italiani hanno oggi una valutazione altissima e che facciano carriera per logiche di appartenenza appartenenza – continua Pecorella – Abbiamo avuto magistrati eletti in parlamento che continuavano a progredire in carriera pur non svolgendo attività alcuna giurisdizionale. E’ un sistema che non funziona. Purtroppo da sempre vige questo malinteso secondo il quale è sufficiente aver vinto un concorso per non dover più essere valutati seriamente. Il pilota di un aereo se sbaglia fa al più 200 vittime. Quante vittime, invece, in termini di carriere rovinate, famiglie distrutte, o anche di persone che decidono di togliersi la vita, ha sulla coscienza un magistrato che sbaglia e non viene mai fermato? Un pm che vede sempre archiviati i propri procedimenti, deve per forza continuare a svolgere quella funzione? L’avvocato che sbaglia i processi viene punito dal mercato”. “Questa riforma cambia ben poco. Serviva la separazione fra pm e giudici se si voleva cambiare qualcosa. Ed è la Costituzione a dirlo, prevedendo il giudice terzo, che non ha nulla a che vedere con il pm che è parte del processo come l’avvocato. Un giudice che deve anche essere imparziale, quindi senza pregiudizi”, conclude Pecorella.

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