Petrolmafie, assolti D’Amico e Mazzarella. L’inchiesta si sgonfia, cade l’impianto accusatorio

Ida Cesaretti per RomaLife, 06  aprile 2022 – Petrolmafie, assolti D’Amico e Mazzarella. L’inchiesta si sgonfia, cade l’impianto accusatorio. Cadono le accuse nei confronti di due di sei persone imputate di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Petrolmafie, assolti D’Amico e Mazzarella. L’inchiesta si sgonfia, cade l’impianto accusatorio

I capi di imputazione sono vari: associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, estorsione e possesso di armi. Solo quattro dei sei imputati sono stati condannati dal g.i.p. del Tribunale di Napoli, Antonio Baldassarre. Giuseppe Vibese è stato condannato ad 1 anno e 4 mesi di reclusione per possesso d’arma da fuoco con l’esclusione di concorso in associazione di stampo mafioso, per la precisione del clan Moccia, in evidente contrasto rispetto alla richiesta di 12 anni di reclusione da parte dell’Antimafia. Gabriele Coppeta che era stato ritenuto il “portavoce” del clan è stato condannato a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni per autoriciclaggio. Silvia Coppola, figlia dell’imprenditore Alberto Coppola, è stata condannata ad 1 anno e 6 mesi di reclusione per trasferimento fraudolento di valori. Infine Aldo Fiandra è stato condannato a 2 anni per autoriciclaggio.

L’assoluzione 

Francesco Mazzarella, uno dei vertici del clan camorristico, e Salvatore D’Amico, elemento di spicco del clan San Giovanni a Teduccio, imputati per tentata estorsione ed illecita concorrenza, sono stati scagionati. I due avrebbero minacciato un benzinaio di Napoli al fine di costringerlo ad aumentare i prezzi della benzina. L’inchiesta Petrolmafie che ha coinvolto diverse Procure Antimafia da Napoli a Reggio Calabria è volta proprio per far emergere il coinvolgimento di associazioni mafiose nella commercializzazione illegale di carburanti e nel riciclaggio di milioni di euro. Il rilascio dunque di noti elementi di clan mafiosi potrebbe rappresentare una grossa falla nel sistema giudiziario italiano.

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