Anm, l’allarme: «Così il magistrato si trasforma in burocrate»

Per il presidente Santalucia c’è il «tentativo da parte di qualcuno di approfittare di una situazione di necessità di riforme» per «riproporre schemi organizzativi appartenenti al passato». Marro (Unicost): «Bisogna stare attenti che non vi sia una deriva efficientista»

«C’è il rischio che gli ultimi provvedimenti legislativi rendano il magistrato un burocrate». È l’allarme lanciato dal presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, a Napoli per il convegno “Nomofilachia e indipendenza delle procure alla prova dei tempi”, organizzato da Unicost, corrente dell’Associazione nazionale magistrati, in memoria di Alessandro Criscuolo, presidente della Corte costituzionale dal 2014 al 2016 e scomparso nel 2020.

«Noi abbiamo bisogno di buone riforme – spiega il presidente dell’Associazione nazionale magistrati – e non di riforme per il solo fatto che si riformi. Il tentativo da parte di qualcuno di approfittare di una situazione di necessità di riforme, anche per la crisi di credibilità che ha investito l’ordine giudiziario, può essere l’occasione per cercare di riproporre schemi organizzativi appartenenti al passato, con una forte gerarchizzazione e una spinta all’impiegatizzazione del ruolo del giudice». Questo scenario, sottolinea Santalucia, «non farebbe bene alla giustizia. Non è un problema di chiusura corporativa – chiarisce – ma di dare una maggiore accentuazione della vocazione professionale del giudice, perché sia più idoneo a rispondere al bisogno di giustizia della collettività».

In questa fase, i fondi del Pnrr sono «un’occasione straordinaria per la ripartenza anche nel settore giustizia, che ha patito decenni di riforme a costo zero. Per la prima volta possiamo disporre di consistenti risorse – rimarca – perché il problema del miglioramento della qualità del sistema giudiziario è in gran parte dipendente dalla carenza di risorse, non solo umane, ma anche strutturali. Siamo fiduciosi che questa immissione di risorse possa dare alla giustizia lo spazio che merita, anche come fattore di crescita economica del Paese».

Dello stesso avviso è Rosella Marro, presidente nazionale di Unicost: «Bisogna stare attenti che non vi sia una deriva efficientista e burocratica. L’efficacia dell’azione è importante, la deriva efficientista può essere un rischio», spiega Marro a margine dell’evento. «L’efficienza non deve portare a una deriva burocratica – argomenta – come Unicost abbiamo più volte denunciato il rischio che si torni a un magistrato burocrate, che è in contrasto con i principi costituzionali». Allargando lo sguardo alla situazione del sistema giudiziario, la presidente di Unicost ribadisce la necessità di maggior risorse, perché «la giustizia non può essere efficiente a costo zero. Occorrono investimenti – prosegue – la copertura costante degli organici e soprattutto l’incremento degli amministrativi, che sono l’ossatura fondamentale». Soffermandosi sul Sud, Marro fa notare che la giustizia «arriva quando la lesione del diritto si è già verificata. Ciò che è veramente importante – spiega – è la prevenzione. Investire nelle scuole, nelle attività sociali e di recupero dei minori, strapparli alla criminalità organizzata. È un’opera fondamentale e preventiva».

Rispondi