Visita fiscale ad avvocato malato: “Io indagato e medico interrogato, evento gravissimo”

Adnkronos, 28 marzo 2022

Una vicenda di una “gravità abissale” rispetto alla quale “gli organismi forensi e l’intera avvocatura” dovrebbero “intraprendere ogni iniziativa volta a dare risalto con decisione all’accaduto al fine di affermare con forza il decoro il prestigio della classe forense, denigrati e umiliati da episodi come quelli narrati”. La denuncia arriva dall’avvocato Antonio Murano, del Foro di Potenza, che, dopo avere chiesto il rinvio di un’udienza alla quale non poteva presenziare per motivi di salute, istanza accolta dal collegio del Tribunale, ha ricevuto una visita fiscale a casa, all’esito della quale ha scoperto di essere indagato, il medico è stato a lungo interrogato in caserma, ed è stata disposta una perquisizione del suo studio legale. E’ lo stesso avvocato a ricostruire quanto accaduto, in un documento inviato al Consiglio dell’ordine di Potenza, ai vertici del Tribunale e della Corte d’Appello, alla Procura generale, al Consiglio nazionale forense e al Consiglio superiore della magistratura. Il legale ricorda che, essendosi sottoposto a controlli e avendo avuto un certificato dal suo medico curante, aveva chiesto il rinvio dell’udienza del 24 marzo scorso e delegato un collega a chiedere il “differimento del procedimento, visto l’impedimento a comparire”. Il collegio del tribunale, ricorda “ha accolto l’istanza” rigettando le richieste del pm di “disporre una verifica sulle mie condizioni di salute e di trasmettere il certificato alla procura”. Nonostante questo, riferisce ancora l’avvocato Murano, “si èla presentato un medico accompagnato dai carabinieri per effettuare una visita dichiarando che era stata disposta dalla procura di potenza” visita alla quale “non mi sono opposto, consentendo al medico di verificare il mio status” nonostante l’eccezonalità della procedura. Infatti, spiega il legale “non mi pare che sia mai stata disposta un’ispezione medica su un avvocato né in quasi quarant’anni di professione forense e mi è mai capitato di sentire un episodio simile” .

Ritenendo la vicenda si conclusa, l’avvocato racconta ancora di avere invece “appreso, con stupore, di essere indagato non so per cosa e nell’ambito di tali indagini sono stati disposti gli interrogatori di mia madre di mio fratello e di mio figlio”, e il medico “colpevole di avermi visitato il redatto il certificato è stato trattenuto per circa tre ore in caserma attinto da un decreto di perquisizione locale e personale e del decreto di sequestro del telefonino”. Ancora la sera “si sono recati in mia assenza presso il mio studio legale i carabinieri” per “acquisire le registrazioni della videosorveglianza” ancora una richiesta che “appare anomala in quanto non mi è stato notificato alcun avviso di garanzia che legittimasse atti invasivi della privacy. Ma, pur sussistendo i presupposti per opporsi, veniva consentito l’accesso che non dava alcun esito in quanto il sistema non era funzionante”. “Tutto ciò si è verificato senza che io abbia ricevuto ad oggi un’informazione di garanzia o qualunque altro provvedimento a fronte di azioni fortemente invasive del campo professionale e privato”, denuncia ancora l’avvocato, ricordando che “il procedimento penale oggetto di rinvio non è prossimo alla prescrizione, i cui termini sarebbero rimasti in ogni caso sospesi visto il differimento per motivi di salute del difensore”. Da qui la richiesta a tutta l’avvocatura a intervenire su vicende come questa “evitando con fermezza che possano incrinare i rapporti di stima tra magistratura e avvocatura con azioni ingiustificatamente dirompenti la cui ecco rischierebbe di proscrivere anche le più banali facoltà difensive nell’alveo della paura di vedersi colpiti da simili episodi”. “Nel reciproco rispetto dei ruoli – conclude l’avvocato – è auspicabile che ciascun interprete eserciti i propri poteri e le specifiche prerogative con equilibrio e moderazione al di là di ogni tensione. Il tribunale e l’ambiente di lavoro degli avvocati e dei magistrati: è quindi compito di tutti agire nel prudente principio della cordialità e del vicendevole rispetto che dovrebbe costituire la regola fondamentale delle i rapporti tra le parti nel supremo interesse della giustizia”.

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