La Lega insorge contro il prossimo capo del Dap. La sua colpa? Essere garantista

Roma, 28 feb – Nova

Dopo l’addio, anticipato, di Dino Petralia, la ministra Marta Cartabia ha deciso a chi affidare la gestione delle prigioni italiane. Ha chiesto, come anticipavano ieri alcuni quotidiani, al Csm il collocamento fuori ruolo di Carlo Renoldi – di Magistratura democratica, già magistrato di sorveglianza, oggi consigliere della sezione della Cassazione che si occupa anche di esecuzione della pena – affinché possa diventare capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il Dap. La Lega lo accusa perché contrario a carcere duro ed ergastolo ostativo

Bongiorno (Lega), preoccupa scelta nuovo capo Dap
La Lega, “come dimostra la decisione di promuovere i referendum sulla giustizia, nel solco della presunzione di innocenza, reputa essenziale il massimo garantismo nella fase delle indagini e nel corso del processo. Quando pero’ le responsabilita’ di un imputato sono accertate con sentenza definitiva occorrono rigore e certezza. Questo vale per tutti i condannati, in particolare per quelli per fatti di mafia”. Lo dice in una nota la senatrice Giulia Bongiorno, responsabile del dipartimento Giustizia della Lega, che aggiunge: “La lotta alla mafia non deve conoscere rallentamenti e le istituzioni oltre a essere intransigenti e severissime in questo obiettivo, debbono apparire tali. Ecco perche’ la Lega manifesta preoccupazione per la scelta del ministro Cartabia di indicare il dottor Carlo Renoldi come nuovo capo del Dap. Ferme restando le indubbie capacita’ professionali del magistrato, desta perplessita’ la scelta di affidare un incarico cosi’ delicato, anche per il messaggio che ne deriva, a chi ha assunto posizioni, anche pubblicamente, che hanno sollevato un vespaio di polemiche nel fronte dell’antimafia”.

Morrone (Lega), da Cartabia scelta incomprensibile
La domanda obbligatoria è quali siano i criteri e le motivazioni che hanno supportato il guardasigilli, Marta Cartabia, nella scelta del magistrato Carlo Renoldi come nuovo capo Dap. Il settore penitenziario soffre di gravi criticità e certamente il Corpo di Polizia penitenziaria, come abbiamo più volte rappresentato, ha fortemente bisogno di una guida autorevole per esperienza gestionale e di una figura non divisiva, ovvero in grado di misurarsi senza pregiudizi con un sistema che sta implodendo. Ci chiediamo perché Cartabia abbia evitato il confronto con le altre forze di Governo decidendo unilateralmente di puntare su un magistrato certamente di alto profilo, ma palesemente schierato nelle fila di quella magistratura di sinistra fortemente ideologizzata che oggi, con ogni evidenza, costituisce un limite a ricoprire incarichi obbligatoriamente super partes”. Così il deputato della Lega Jacopo Morrone, già sottosegretario alla Giustizia nel primo Governo Conte. “Il rischio è di accentuare le forti tensioni già ampiamente presenti nel sistema e di destrutturarlo con inimmaginabili conseguenze. Sulla nomina di Renoldi sono state sollevate forti perplessità in vari ambiti, compreso quello curriculare, visto che il magistrato non avrebbe mai svolto ruoli apicali in gestione e organizzazione di strutture estremamente complesse. Cartabia avrebbe dovuto avviare un’ampia consultazione sulla figura più adatta a ricoprire un incarico così delicato e strategico: questa scelta purtroppo conferma ancora una volta la volontà di esautorare il ruolo fondamentale della politica”, aggiunge.

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