Alessandro Sallusti a Palazzo Galli: “C’è bisogno di una classe politica coraggiosa”

da Libertà.it

E’ una costante guerra tra guardie e ladri, nella quale però non sempre le guardie vestono la divisa e i ladri il passamontagna”- uno dei pensieri inseriti da Alessandro Sallusti nel libro “Lobby e Logge”. Una metafora che il direttore di Libero afferma essere testimoniata in vari casi riportati nel libro: “mi sono chiesto come fa un malfattore a essere considerato a seconda dei casi un paladino della giustizia e altre volte invece finire in prigione”. Sallusti ha presentato la sua ultima fatica al PalabancaEventi, all’interno di palazzo Galli, a Piacenza, e ha affermato che “per me è un piacere e un onore essere qui, a Piacenza, in questa meravigliosa cornice”. A testimonianza di quanto detto da Sallusti, la scelta del giornalista di presentare per la prima volta “Lobby e Logge” nella nostra città. Tante le persone intervenute a palazzo Galli per ascoltare la presentazione di un libro che tratta di temi che sono al centro della vita politica e giudiziaria del nostro Paese. “Lobby e Logge” è infatti il secondo tempo della partita iniziata da Sallusti con “Il sistema” libro edito nel 2021 nel quale il direttore di Libero intervistò per la prima volta Luca Palamara (membro togato del Consiglio superiore di magistratura dal 2014 al 2018 e radiato dall’ordine giudiziario nel 2020 a seguito dell’indagine sul suo ruolo di mediatore tra le correnti della magistratura). “Nel primo libro si racconta appunto il sistema giudiziario tra luce e ombre – spiega Alessandro Sallusti – nel secondo libro, invece, si riporta come questo sistema sia inquinato da persone ed entità che non hanno nome e volto: lobby, logge, agenti segreti, pentiti di mafia che prosperano nel potere giudiziario”. Il filo conduttore tra i due libri il dialogo-intervista tra il giornalista e l’ex magistato.

Come si possono risolvere i problemi endemici che riporta nel suo libro? Per Sallusti si potranno ottenere risultati concreti quando “ci sarà una classe politica libera, indipendente, preparata e coraggiosa: tutti requisiti che non mi sembrano appartenere alle classi politiche che vediamo all’opera in Parlamento – continua Sallusti -. Di riforme della giustizia se ne fanno e promuovono tante ma tutte a valle; i veri problemi sono a monte e finché non si avrà il coraggio e l’autorevolezza di mettere mano al Csm, organismo di autogoverno dal quale discendono tutte le criticità, temo non si risolverà mai niente.

Oltre ad annunciare la sua ultima fatica, Sallusti ha commentato anche l’attualità: sono passati due anni dallo scoppio della pandemia, il governo sembra diviso sulla scelta di sospendere o meno il Green pass; per il direttore di Libero che premette “sono un sì vax e ho sostenuto il Green pass” bisogna valutare l’andamento e “in tutto il mondo dicono che l’emergenza non c’è più, quindi essendo passata, i provvedimenti emergenziali vanno sospesi e se questo vuol dire darla vinta ai no vax a me non interessa”. Sallusti evidenzia: “A Milano definiamo portoghesi quelli che salgono sul pullman senza pagare il biglietto, arrivando a destinazione sani e salvi al capolinea come quelli che l’hanno pagato. Io rimango orgoglioso di aver preso il biglietto, però ora bisogna fermare il pullman e scendere tutti”.

Ritornando alla politica, Sallusti ha detto la sua sul problema dell’astensionismo: macchia che definisce sempre di più qualsiasi tornata elettorale. Secondo il giornalista per rinvertire la rotta basta “non fare quello che stanno facendo tutti i partiti che danno quotidianamente esempi di litigiosità, mancanza di visione e di intenti comuni sia nel centrosinistra che nel centrodestra. Questo non incoraggia la gente ad andare a votare. Le persone vogliono messaggi chiari e semplici, soprattutto messaggi di unità all’interno delle arie politiche a cui fanno riferimento. Temo quindi che anche le prossime amministrative non brilleranno per partecipazione popolare”.

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