“Lobby&Logge” nuova spietata indagine sulla Giustizia del duo Sallusti-Palamara

da l’eco del sud – 22 febbraio 2022

Dopo “Il sistema”, libro scandalo di Luca Palamara e Alessandro Sallusti che ha squarciato il mondo da interna corporis della magistratura italiana, quella di vertice o meglio quella che indica i vertici nei singoli distretti giudiziari, i due autori sono adesso in libreria con il seguito, un secondo libro già dal titolo eloquente nel rendere l’idea del contenuto, e destinato a ripetere il successo del precedente: “Lobby & Logge” (Rizzoli editore). Questa volta l’intervista del giornalista Sallusti all’ex pm Palamara indaga sulle cupole occulte che controllano “il Sistema” e divorano l’Italia. “La prima parte del sistema raccontava in sintesi questo intreccio opaco e un po’ perverso tra magistratura, politica, informazione nella gestione sia della magistratura che a tratti anche della giustizia. Questo secondo libro non va in orizzontale, ma prova ad andare in verticale, cioè laddove il Sistema raccontato nel primo libro si salda. Tutto sommato i partecipanti del Sistema sono istituzioni, persone, ambienti noti, visibili che hanno un nome, un cognome, un ruolo, una faccia. In ‘Lobby & Logge’ cerchiamo di andare oltre, di vedere come questo blocco si intrecci a volte casualmente, a volte invece non casualmente, con quello che nel libro viene chiamato il dark web del sistema” dice all’ANSA Sallusti. “L’esempio più fresco è la Loggia Ungheria che ancora adesso non abbiamo capito se esiste o no, che cos’è. Pensiamo al processo Eni che è stato pesantemente inquinato da questi faccendieri e dai Servizi segreti. Pensiamo alla Loggia Montante che ha spadroneggiato in Sicilia irretendo anche dei magistrati di chiara fama. Per non parlare della mafia, i pentiti usati a volte in un modo a volte in un altro. Tutto ciò che non ha faccia, che non ha visibilità ma che è stato determinante in tutti questi anni nelle vicende giudiziarie” spiega Sallusti. E Palamara, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, radiato nell’ottobre 2020 dall’ordine giudiziario a seguito di un’indagine sul suo ruolo di mediatore all’interno del sistema delle correnti della magistratura, dichiara all’Ansa: “L’intento è quello di continuare sulla strada della verità e della chiarezza. Per quanto mi riguarda ancora di più rafforzato dopo che dal maggio-giugno 2021 c’è stata questa fuoriuscita e diffusione dei verbali della Loggia Ungheria. Da li si è ancora di più rafforzata l’idea di informare i cittadini su come sono andate realmente le cose all’interno della magistratura sempre con un obiettivo: non quello di fare un racconto-contro ma un racconto-per, perché evidentemente il corto circuito mediatico e giudiziario che si è creato a partire dalla mia vicenda necessità di informare invece correttamente su come sono andate realmente le cose e su come funzionano”. E aggiunge: “Il focus riguarda una verità che è stata propinata in maniera ipocrita all’inizio, cioè l’idea che ci siano dei gruppi di persone esterni che in qualche modo possono influenzare le sorti e la vita della magistratura a partire dalle nomine. C’è l’analisi di questo mondo invisibile composto da affaristi e lobbisti che come spesso può accadere nelle varie branche della vita in questo caso cercano di avvicinarsi a chi muove i fili della macchina giudiziaria, sia in ambito consiliare che nell’ambito delle decisioni e dei processi più importanti”. Sallusti poi commenta: “La cosa di cui sono contento del primo libro è che è uscito dal recinto degli addetti ai lavori ed è stato accolto dall’opinione pubblica che si è fatta un’idea e che forse ha contribuito in minimissima parte a spronare la raccolta di firme per il referendum sulla giustizia. Però il primo libro non ha avuto conseguenze. Io mi aspettavo che o arrestassero me e Palamara o arrestassero qualcuno. Invece non è successo nulla e quel sistema è andato avanti esattamente come prima, senza Palamara, ma esattamente come prima. Ed è stato come sbattere su un muro di gomma. C’è stata una crepa per la verità: è stata che quel mondo non ce la può più raccontare come ce la raccontava prima. Il mondo della magistratura tutti giusti, tutti bravi, adesso c’è un po’ di imbarazzo a sostenere quella tesi. Io mi auguro che questo secondo libro completi quel racconto e convinca – visto che ormai siamo sull’orlo, ma ancora manca una spintarella – la classe politica e chi di dovere a mettere mano in maniera seria per riformare la giustizia. Lo ha detto anche il presidente Mattarella non è che lo dico io”. “Solo se acquisiamo una piena consapevolezza di come funziona questo mondo poi si può avere una più forte capacità di cambiamento – sottolinea Palamara –  e il tema della giustizia è stato in qualche modo sdoganato”.

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