Mani pulite, parla Stefania Craxi: “Lascito Tangentopoli? Giustizia a pezzi e Italia in macerie”

da Adnkronos – Roma, 15 febbraio

“La realtà dell’Italia di oggi può rispondere meglio di me su cosa è stata ‘Mani Pulite’. A distanza di 30 anni abbiamo un sistema politico-istituzionale a pezzi, come anche la recente rielezione del presidente della Repubblica ha notificato, abbiamo un’Italia più povera, ininfluente sul piano internazionale, con partiti che non sono più in condizione di fare la selezione della classe politica, e la giustizia a pezzi, come certificato non da me ma da un sacco di evidenze. Credo che qualunque cittadino italiano di una certa età possa fare i conti con la propria vita per sapere se si stava meglio negli anni ’80 oppure oggi. Questo a mio avviso è il prodotto di Mani Pulite”. Così all’AdnKronos, a 30 anni da ‘Mani Pulite’, Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia, vicepresidente della Commissione Affari esteri e figlia dell’ex presidente del Consiglio Bettino Craxi. “Ed è una bugia anche sostenere – osserva Craxi – che Mani Pulite sia stata una boccata d’ossigeno contro la corruzione in un Paese altamente corrotto. Non lo dico io, anche in questo caso, lo dicono i dati della corruzione italiana, che in questi anni è aumentata e ha di nuovo scalato la classifica internazionale. E questo certifica che quell’inchiesta non era fatta a fini di giustizia ma per altri fini”. “E’ sotto gli occhi di tutti anche lo sconfinamento della magistratura in campi non suoi – sottolinea Craxi -, il verminaio che Palamara ha scoperchiato, anche se era a conoscenza di chiunque, è sotto gli occhi di tutti, però la colpa non bisogna darla ai magistrati. Quello è stato un grande scontro fra potere finanziario e primato della politica, dove la politica ha perso e da quel momento non conta più niente nel nostro Paese. Oggi chi conta, la finanza o la politica? Ovviamente non è solo un fenomeno italiano, ma mondiale, ma il nostro Paese in quel momento era più fragile perché la tanto invocata, da Bettino Craxi fin dal lontano ’79, ‘grande riforma’ non era mai stata realizzata, e quindi il sistema è stato distrutto. Se oggi si chiede a un ragazzo intelligente dove vuole andare, non risponde ‘in politica’, che non è più il terreno dei migliori, ma ‘in finanza’. Perché?

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