Palamara presenta ‘Lobby e Logge’ al Tg2 Post: “Vergini scandalizzate erano le prime a chiedere favori”

di Elisabetta Valeri per RomaLife

Roma, 10 feb – Palamara presenta ‘Lobby e Logge’ al Tg2 Post: “Vergini scandalizzate erano le prime a chiedere favori”. Ieri sera l’ex magistrato, insieme ad Alessandro Sallusti, è stato ospite di Tg2 Post per presentare il suo ultimo libro-intervista dopo il grande successo editoriale de Il Sistema. 

Palamara presenta ‘Lobby e Logge’ al Tg2 Post: “Vergini scandalizzate erano le prime a chiedere favori”

“Proprio in virtù dei procedimenti giudiziari aperti credo ci sia un dovere di chiarezza nei confronti dei cittadini e dei tanti magistrati che devono formarsi una loro opinione e rispetto ai quali però ho ritenuto opportuno raccontare da un lato come funzionava il meccanismo delle nomine, dall’altro di sfatare un tabu”. Lo ha detto a Tg2 post l’ex presidente dell’Anm, Luca Palamara sotto processo a Perugia per corruzione e violazione d’ufficio, nel presentare il libro scritto con Alessandro Sallusti. “Esistono dei gruppi di pressione esterni che in qualche modo possono influenzare le nomine o possono gli stessi beneficiari, che oggi dirigono uffici giudiziari, spiegare in che modo sono stati nominati? – chiede – Le recenti vicende, e mi riferisco in particolar modo alla vicenda dei cosiddetti verbali della loggia Ungheria, aprono nuovi squarci. Basti pensare che in uno di questi verbali l’avvocato Amara venne interrogato su come avvenne la nomina nel 2016 del procuratore della Repubblica di Milano. Solo che a quella nomina partecipai io, fui uno dei tanti componenti che partecipò alla nomina dell’allora procuratore. Allora mi chiedo, perché è avvenuto questo? Perché ci sono stati dei cortocircuiti e quasi una sorta di idea che la giustizia ognuno può fare quello che vuole, una faida intorno al mondo della giustizia. Penso sia giusto rappresentare come sono andate le cose”.

“E’ giusto informare l’opinione pubblica”

“C’è stato un momento nel quale la versione iniziale del sistema delle correnti, un po’ ipocrita e falsa, è poi saltata in aria. Io ho cercato di documentare come realmente funzionava il meccanismo: quelle vergini scandalizzate alla fine erano le prime a chiedere qualcosa”. Lo ha detto l’ex presidente dell’Anm- “C’é stata una fuoriuscita che inizialmente si cercava di liquidare alla vicenda che mi riguardava e che ha poi toccato dei santuari importanti – ha aggiunto Palamara – penso a quello che è accaduto alla Procura di Milano, all’idea che magistrati simbolo della storia italiana hanno dovuto portare dei verbali di nascosto, parlare lasciando telefonini. E’ un problema ormai diffuso e rispetto al quale credo sia giusto informare l’opinione pubblica”.

“La famiglia Borsellino ha ragione”

“La famiglia Borsellino ha ragione, dal 1992 sono passati ormai 30 anni. In occasione del venticinquennale si registrò un cortocircuito perché la famiglia ha sempre detto che non avrebbe mai partecipato a celebrazioni fini a se stesse ma che volevano dallo Stato una risposta. Io ho raccontato come si svolsero in quegli anni i fatti, soprattutto dopo che in importanti processi giudiziari come Borsellino quater per la prima vennero fuori delle storie del depistaggio rispetto alle quali ci sono processi pendenti”, continua Palamara,  commentando il fatto che la famiglia Borsellino si è detta amareggiata proprio dalle sue dichiarazioni nel nuovo libro ‘Lobby e logge’. Palamara ricorda la lettera-denuncia fatta dai tre figli di Borsellino, in occasione dei 25 anni dalla strage, al Consiglio superiore della magistratura. “Al Csm mancò il coraggio di andare fino in fondo perché tanti anni sono passati ma anche perché in qualche modo non c’era stata quella volontà – ribadisce l’ex magistrato – certe volte il sistema si blocca e impedisce di dare delle risposte rispetto alle quali la famiglia Borsellino ha tutto il diritto di andare fino in fondo”.

E su Di Matteo dice …

“Sui cosiddetti verbali della loggia Ungheria penso che un ruolo importante all’interno del Csm lo abbia svolto il consigliere Di Matteo, che se si è arrabbiato ha evidentemente decontestualizzato alcuni pezzi del libro. All’interno della magistratura ci sono state bande. Lui stesso ha detto che bisogna fare attenzione non solo alle correnti all’interno della magistratura ma anche alle cosiddette cordate di potere e mi auguro che l’impegno di Di Matteo in quest’ultima fase della consiliatura possa portare a disvelare questi nomi”.

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