Palamara, “Lodo Alfano? Così fermammo Berlusconi. Troppo forte il Sistema”

di Affaritaliani – 9 febbraio 2022

L’ex magistrato svela nel suo libro un retroscena: “Sono le lobby a decidere. I giudici della Corte Costituzionale sono lì solo per la poltrona”

Libro Palamara, “Berlusconi sottovalutò la forza del Sistema”

Luca Palamara con il suo nuovo libro scritto a quattro mani con Alessandro Sallusti svela retroscena clamorosi. L’ex magistrato spiega come il Sistema riuscì a battere il parlamento affossando il lodo Alfano, quello che permetteva alle principali quattro cariche dello Stato di ottenere l’immunità giuridica. “Berlusconi – spiega Palamara e lo riporta il Giornale – nel 2009 aveva i numeri parlamentari per fare ciò che voleva, ma non aveva il controllo del Sistema. E il Sistema, come vedremo, è più forte del Parlamento. Era soltanto una questione di tempo, quell’immunità andava levata con ogni mezzo. E la lobby dei magistrati si mette in moto. Il 26 settembre Fabio De Pasquale, in quel momento pubblica accusa in due processi che riguardano Berlusconi, non ne vuole sapere di sbaraccare e solleva un dubbio di costituzionalità sul Lodo Alfano. Dubbio accolto dai giudici, che chiedono lumi alla Corte Costituzionale. È il varco in cui tutti ci infiliamo”.

“Esiste un detto – prosegue Palamara – i ministri passano, i dirigenti restano. Che sta a indicare come in un ministero chi comanda davvero sono i capi di gabinetto, guarda caso quasi tutti magistrati distaccati, e gli alti funzionari, in altre parole la burocrazia? Ecco, alla Corte costituzionale i giudici sono come i ministri, interessati soprattutto a mantenere la poltrona adeguandosi all’orientamento prevalente per non essere emarginati, e magari sperare di essere eletti presidente. A mandare avanti la macchina ci pensano gli equivalenti dei dirigenti al ministero, cioè gli assistenti di studio. sono loro a studiare le carte e preparare le sentenze da sottoporre al loro giudice di riferimento. Il quale il più delle volte prende atto e firma”.

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