“Sono estraneo alle accuse, lo dimostra la lista dei testi”, Luca Palamara parla al processo di Perugia

di Luca Fiorucci – La Stampa 19 Gennaio 2022

Ha ribadito la sua totale estraneità alle contestazioni della Procura della Repubblica di Perugia, un’estraneità «rafforzata ancora di più dal deposito della lista testi dell’ufficio di Procura nella quale non rinvengo un teste che dovrebbe riferire sul conto della mia persona, per fatti e vicende che non mi riguardano come emerge dai fatti». Luca Palamara, ex magistrato, è comparso davanti al Tribunale di Perugia per la prima udienza di uno dei processi che lo vede imputato. All’ex presidente dell’Anm viene contestato, in concorso con l’ex pm di Roma, Stefano Rocco Fava, di aver rivelato e utilizzato per scopi diversi da quelli di ufficio alcuni segreti.

Nello specifico, gli inquirenti ipotizzano che Palamara abbia rivelato ai giornalisti de Il Fatto Quotidiano e de La Verità la notizia «che Fava aveva predisposto una misura cautelare nei confronti di Amara (avvocato siciliano al centro di varie vicende giudiziarie, ndr) per il delitto di autoriciclaggio e che anche in relazione a tale misura il procuratore della Repubblica non aveva apposto il visto». Per Fava anche l’accusa di accesso abusivo a sistema informatico e di abuso d’ufficio. Per l’accusa, Fava si sarebbe introdotto nei sistemi informatici per ragioni diverse dai suoi compiti con l’intento di danneggiare l’allora procuratore di Roma, Pignatone, e il procuratore aggiunto Paolo Ielo. Sulla costituzione di parte civile dell’aggiunto Ielo e dell’associazione Cittadinanzattiva si è incentrata la prima udienza.

Si è opposta la difesa di Fava, con l’avvocato Luigi Castaldi che ha sostenuto che, nel caso dell’associazione, manca «l’essenzialità nel perseguimento dello scopo». La costituzione di parte di Cittadinanzattiva, è stata affrontata anche da Palamara nelle sue dichiarazioni: «Io penso che nella lealtà processuale che dovrebbe contraddistinguere tutte le parti mi sarei aspettato un riferimento all’impegno che l’Anm, da me presieduto aveva avuto nel coinvolgere la stessa Cittadinanzattiva nelle iniziative a sostegno della legalità». Mentre, per quanto riguarda la costituzione del magistrato, sempre secondo l’avvocato Castaldi, «non si ravvisano i presupposti affinché sia riconosciuto come persona offesa relativamente alle ipotesi di accusa formulate». Alla richiesta di eccezione si sono opposti le parti e la Procura. La corte si è riservata di esprimersi, rinviando la decisione all’udienza del 2 febbraio.

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