Giacomo Sy, nipote Kim Rossi Stuart detenuto ingiustamente/ Cedu condanna l’Italia

 Davide Giancristofaro Alberti per Il Sussidiario, 25 Gennaio 2021

L’Italia è stata condannata dalla Cedu di Strasburgo per l’ingiusta detenzione nei confronti di Giacomo Sy, nipote di Kim Rossi Stuart: ecco i fatti

La Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per l’ingiusta detenzione di Giacomo Seydou Sy, nipote del famose attore Kim Rossi Stuart, e figlio dell’attrice e scrittrice Loretta Rossi Stuart. Giacomo era stato rinchiuso presso il carcere romano di Rebibbia, nonostante le sue condizioni di salute mentali avrebbero imposto una struttura apposita per curarlo. Una vicenda che era stata denunciata più volte proprio dalla madre, che alla fine ha ottenuto ciò che voleva: la Corte di Strasburgo ha infatti fissato un risarcimento di 36.400 euro per danni morali, stabilendo che «nonostante la salute mentale di Sy fosse incompatibile con la prigione – quanto si legge sul sito Corriere.it – l’uomo è restato due anni a Rebibbia, in un contesto caratterizzato da cattive condizioni carcerarie e senza una terapia per rimediare ai suoi problemi e evitare che si aggravassero».


Il 28enne Sy, affetto da turbe della personalità e bipolarismo, doveva essere detenuto in una cosiddetta Rems, residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, ma purtroppo, come sottolinea il quotidiano di via Solferino, queste strutture sono dotate di meno posti rispetto a quanti ne servirebbero. «I governi — scrivono i giudici della Cedu — hanno l’obbligo di organizzare il sistema penitenziario in modo da garantire il rispetto della dignità dei detenuti, indipendentemente da qualsiasi difficoltà finanziaria o logistica».

CEDU CONDANNA L’ITALIA PER LA DETENZIONE DI GIACOMO SY: IL COMMENTO DI PATRIZIO GONNELLA
Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone, dopo la decisione della Corte dei diritti dell’uomo ha osservato che il caso di Sy «dimostra un cortocircuito istituzionale nel nostro Paese inaccettabile. Nella sua decisione la Cedu non risolve solo un singolo caso, ma dà indicazioni su un “percorso” che Governo e Parlamento devono seguire per evitare altre condanne e nuove violazioni dei diritti fondamentali». Giacomo Seydou Sy era stato arrestato a luglio del 2018 per furto e resistenza alle forze dell’ordine, e nonostante le sue condizioni di salute fossero note, venne comunque rinchiuso in carcere. Da quel giorno la madre si è sempre battuta per ottenere la scarcerazione del figlio fino ad ottenere giustizia.

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